SUPERFOOD: Mirtillo nero — cosa sono gli antociani?
Blu intenso, quasi viola.
Il colore del mirtillo nero non è soltanto una caratteristica estetica: racconta la presenza di una delle famiglie di composti vegetali più studiate negli ultimi anni, gli antociani.
La review scientifica Recent Research on the Health Benefits of Blueberries and Their Anthocyanins, pubblicata su Advances in Nutrition, raccoglie quasi 200 lavori scientifici sul rapporto tra mirtilli, antociani e salute umana.
Il punto di partenza degli autori è molto chiaro: i mirtilli contengono numerosi fitochimici, ma gli antociani sono probabilmente quelli che contribuiscono maggiormente alle loro caratteristiche biologiche.
Ed è uno dei motivi per cui il mirtillo è diventato uno degli ingredienti simbolo del mondo healthy aging.
Cosa sono gli antociani?
Gli antociani sono una classe di flavonoidi, appartenenti alla grande famiglia dei polifenoli vegetali.
Sono i pigmenti responsabili delle tipiche colorazioni:
rosse, blu e viola
di molti frutti.
Nel mirtillo la loro concentrazione aumenta notevolmente durante la maturazione, fino a determinare il caratteristico colore del frutto maturo.
La review include tra le specie di interesse anche il mirtillo nero europeo, Vaccinium myrtillus, insieme alle diverse varietà di blueberry americane.
Il mirtillo è una delle fonti alimentari più ricche di antociani
Tra i frutti comuni analizzati nella review, i blueberries emergono come una delle fonti più concentrate.
La tabella riportata dagli autori indica, ad esempio:
- Highbush blueberry: 387 mg di antociani/100 g di frutto fresco
- Lowbush blueberry: 487 mg/100 g
- more: 245 mg/100 g
- ciliegie: 122 mg/100 g
- lamponi rossi: 92 mg/100 g
- fragole: 21 mg/100 g.
È una differenza notevole.
E spiega perché il mirtillo sia diventato uno degli alimenti di riferimento quando si parla di alimentazione ricca di polifenoli.
Fino al 60% dei polifenoli del mirtillo
Gli antociani non sono semplicemente presenti nel mirtillo.
Possono rappresentare fino al 60% dei suoi polifenoli totali.
Gli autori ritengono proprio per questo che possano fornire uno dei contributi maggiori alle caratteristiche salutistiche associate al consumo di mirtilli.
Accanto agli antociani sono presenti anche altri composti, tra cui proantocianidine, flavonoli e acido clorogenico.
Il mirtillo è quindi una vera e propria matrice complessa di composti vegetali, non semplicemente un frutto contenente “un antiossidante”.
Cosa succede agli antociani dopo che li mangiamo?
La storia diventa ancora più interessante dopo l'assunzione.
Gli antociani vengono trasformati dall'organismo attraverso processi chimici e attraverso il metabolismo umano e microbico.
In uno studio con antociani marcati, parte del composto veniva metabolizzata rapidamente, ma oltre il 50% del carbonio marcato era ancora presente nell'organismo dopo 48 ore.
Gli autori riportano inoltre che antociani e loro metaboliti possono essere localizzati in diversi tessuti e che il microbiota intestinale partecipa alla loro trasformazione, producendo numerosi metaboliti fenolici nell'intestino crasso.
Questo è uno dei motivi per cui oggi la ricerca non considera più gli antociani semplicemente come molecole che “neutralizzano i radicali liberi”.
La loro attività biologica è molto più complessa.
Antociani e salute cardiovascolare
Una parte importante della letteratura esaminata riguarda il sistema cardiovascolare.
La review riporta associazioni tra un maggiore consumo di antociani e:
- minore rischio cardiovascolare;
- minore rischio di ipertensione;
- migliore funzione vascolare;
- minore rigidità arteriosa.
In tre studi di coorte, un maggiore consumo di antociani è stato associato a circa il 25% in meno di rischio di malattia coronarica.
In altri studi, un maggiore apporto di mirtilli, fragole e antociani è stato associato a un 32% in meno di infarto miocardico, indipendentemente da altri fattori di rischio considerati nell'analisi.
Anche gli studi clinici descritti dagli autori hanno osservato effetti su funzione endoteliale, lipidi plasmatici, pressione e rigidità arteriosa in alcune popolazioni studiate.
Mirtilli, antociani e metabolismo del glucosio
Uno degli aspetti più interessanti riguarda il metabolismo.
Nei grandi studi prospettici esaminati nella review, tra i diversi frutti analizzati, il consumo di mirtilli mostrava una delle associazioni più forti con una riduzione del rischio di diabete di tipo 2.
Gli autori riportano una riduzione associata del rischio del 26% nei tre studi prospettici considerati.
Anche un maggiore consumo di antociani risultava associato a un minor rischio di diabete di tipo 2.
La review riporta inoltre studi clinici nei quali il consumo di mirtilli o estratti ricchi di antociani è stato associato a miglioramenti di alcuni indicatori della sensibilità insulinica e del metabolismo glucidico.
Antociani e composizione corporea
Anche questo è un aspetto particolarmente interessante della review.
In uno studio prospettico condotto su oltre 133.000 persone, tra 16 frutti analizzati, il maggiore consumo di blueberries era associato al minor aumento di peso nel corso del tempo.
In un'altra popolazione di oltre 124.000 persone, gli antociani erano la classe di flavonoidi con l'associazione più forte con un minore aumento di peso.
E in uno studio su 2.734 gemelle, un maggiore consumo di antociani era associato a una massa grassa inferiore e a una minore adiposità centrale.
Mirtillo e cervello: un altro campo molto studiato
Gli antociani sono studiati anche nell'ambito della neuroprotezione e dell'invecchiamento cerebrale.
In un'analisi prospettica condotta su circa 16.000 donne del Nurses' Health Study, un maggiore consumo di mirtilli e fragole è stato associato a un declino cognitivo più lento.
Gli autori riportano una differenza equivalente a circa 2,5 anni nel declino cognitivo tra i gruppi analizzati.
Anche diversi studi clinici riportati nella review hanno osservato miglioramenti in aspetti della memoria e della funzione esecutiva dopo l'assunzione di mirtilli in specifiche popolazioni.
Un dato particolarmente interessante è che antociani e loro metaboliti sono stati rilevati anche nei tessuti cerebrali negli studi sperimentali.
Antociani, intestino e microbiota
Una parte della ricerca riguarda anche l'interazione con il microbiota.
I metaboliti degli antociani raggiungono infatti l'intestino crasso e possono interagire con la comunità microbica.
Negli studi sperimentali riportati nella review, il consumo di mirtilli ha modificato la composizione del microbiota e alcuni di questi cambiamenti sono stati associati a effetti sulla barriera intestinale, sull'infiammazione e sul metabolismo.
È uno dei campi più nuovi e interessanti della ricerca sul mirtillo.
Antiossidanti, ma non soltanto
I mirtilli sono diventati famosi come “superfruit” soprattutto per la loro elevata capacità antiossidante misurata in laboratorio.
Ma gli autori sottolineano un aspetto molto interessante: spiegare i loro effetti semplicemente attraverso una azione antiossidante diretta è probabilmente riduttivo, perché la biodisponibilità dei polifenoli nella loro forma originale è limitata.
Gli ultimi decenni di ricerca hanno invece individuato molteplici meccanismi biologici attraverso cui mirtilli e antociani possono agire.
La review individua in particolare azioni:
antiossidanti, antinfiammatorie e vasoprotettive, insieme a effetti sulla funzione metabolica e sulla distribuzione del glucosio nei tessuti sensibili all'insulina.
E la lavorazione? Gli antociani sono delicati
Gli antociani sono composti sensibili alla lavorazione e alla conservazione.
La review mostra che calore, ossigeno ed enzimi possono degradare i fitochimici del mirtillo, con perdite particolarmente importanti proprio per vitamina C e antociani.
Gli autori riportano invece che tecnologie non termiche, tra cui High Pressure Processing – HPP, associate alla refrigerazione, hanno consentito una buona conservazione di vitamina C, fenoli totali e antociani immediatamente dopo il trattamento.
Un dettaglio particolarmente interessante per Babasucco, perché la nostra linea fresca utilizza proprio la tecnologia HPP.
La review sottolinea inoltre quanto lavorazione e conservazione possano modificare la composizione finale del frutto e quanto sia quindi importante scegliere processi capaci di ottimizzare la conservazione dei suoi composti bioattivi.
Perché abbiamo scelto il mirtillo nero?
Per il suo profilo fitochimico.
Il mirtillo è uno dei frutti più ricchi di antociani, pigmenti che rappresentano una quota importante dei suoi polifenoli.
Ed è proprio questo che cercavamo nelle formulazioni Babasucco dedicate al mondo Antiox e Healthy Aging.
Non soltanto un frutto dal gusto intenso.
Ma una materia prima che la ricerca scientifica studia da decenni in relazione a:
salute cardiovascolare, metabolismo glucidico, infiammazione, microbiota, funzione cognitiva e healthy aging.
Mirtillo nero: il colore è parte della sua forza
Quando guardiamo il colore blu-viola del mirtillo stiamo osservando, letteralmente, gli antociani.
Sono loro che aumentano durante la maturazione del frutto.
Sono loro che rappresentano fino al 60% dei suoi polifenoli.
E sono loro al centro di gran parte della ricerca scientifica sui benefici del mirtillo.
Per questo il mirtillo nero è uno dei nostri SUPERFOOD.
Non soltanto per il sapore.
Per ciò che quel colore contiene.
Fonte scientifica
Kalt W, Cassidy A, Howard LR, Krikorian R, Stull AJ, Tremblay F, Zamora-Ros R. Recent Research on the Health Benefits of Blueberries and Their Anthocyanins. Advances in Nutrition. 2020;11:224–236. doi:10.1093/advances/nmz065.